Parabola di Gesù

Aurora Emanuela Marocca

Aurora Emanuela Marocca

Quando il Divino non si cerca, ma si vive: il risveglio della consapevolezza interiore

 

C’era una volta un bambino di nome Gesù. Questo bambino era molto bello e biondo e ricciolino e quando gli domandavano, ma come sei bello, chi è bello così la tua mamma o il tuo papà?

Lui rispondeva nessuno dei due. Io sono bello per natura mia, nè per mio padre, nè per mia madre. Sono nato bello, sono nato bravo, sono nato buono e bravo. Sono io così non è merito di nessuno. Nessuno mi ha messo la mano in testa per essere bello ma qualcuno lo ha fatto per essere bravo e buono, questo si. E non sono stati I miei genitori, li amo e li rispetto ma non è stato grazie a loro, no. grazie a DIO, grazie al Divino che è in me.

Allora la gente si impressionava, ma come può un bambino così piccolo fare questi discorsi, discorsi da grande?

Vennero a parlargli tutti I dotti del villaggio, tutti incuriositi. E tutti se ne andavano con il punto interrogativo in testa. Nessuno sapeva dare una spiegazione…diciamo così, scientifica. Nessuno nessuno. Mai.

 

Allora un giorno un ragazzo, un ragazzino come lui e un’altro più grande andarono da Gesù e chiesero: Gesù sotto le bende come sei fatto? Come sono fatto? rispose Gesù, sono fatto come te! Sei sicuro? Certo che sono sicuro. E fammi vedere disse il ragazzino. Gesù prese e si calò le bende e fece vedere i suoi genitali al ragazzino poi gli disse, ora cala le tue bende e fammi vedere. Il ragazzino si calò le bende e si mostrò a Gesù il quale si mise a ridere, ridere, ridere a crepapelle.

Il ragazzino, imbarazzato chiese perchè ridi? Perchè rido rispose Gesù, perchè lì non c’è niente non c’è quello che mi aspettavo perlomeno. Vedi che non c’è carne Divina? Vedi che è tutto fermo, morto?

Non ti capisco disse il ragazzino, ok ti dirò meglio disse Gesù. Quando io ho tolto le bende tu hai visto la mia carne nuda, me nudo e tutto intorno c’era fuoco che ardeva, fiamme intorno, non le hai viste? In te non ho visto queste fiamme, perchè? Perchè non ardi?

Il ragazzino non capiva più niente, fuoco che arde? Ma dove? Come può esserci fuoco nelle carni nude?

Allora Gesù si sedette a terra e fece sedere anche il ragazzino. Vieni disse, siediti qui, davanti a me. Il ragazzino si sedette subito, attento a cosa stesse per dire Gesù. Quando stettero seduti, si alzò una nuvola di fumo dalla terra che era sotto i loro sederi.

Il ragazzino si impressionò e disse: accidenti Gesù che succeede? Succede che tu sei seduto sul fuoco amico mio e con il tuo sedere lo hai spento. E il fuoco quando si spegne lascia il fumo.

Si, vedo il fumo ma non ho sentito il fuoco! E certo che non lo hai sentito, sei spento! Sei morto, non puoi sentirlo ma c’è, il fumo lo hai visto!

Ok Gesù, ti prego, spiegami meglio sennò impazzisco, tutti dicono che sei un tipo strano e fammi capire se hanno ragione per favore.

Ok, ti faccio capire che non sono strano ma Divino.

Tu sei un povero ragazzo, un bambino che è venuto da me per prendermi in giro, giusto? Si, disse lui, per capire se sei veramente strano. Bene, ora verificherai di persona. Io sono seduto di fronte a te e sedendoci abbiamo fatto salire il fumo, lo hai visto no? Si che l’ho visto!

Ok disse Gesù, ora vedi laggiù quel monte, la montagna più alta? Si la vedo, disse. Ora immagina che la montagna sia qui vicino a te. Va bene disse il ragazzo, è qui vicino a me e mi fa ombra, sento il fresco dell’ombra! Visto? Sei strano anche tu!

Ohi ohi ohi, devo aver sbagliato a venire da te. Ora cosa racconterò… quel Gesù è davvero un tipo strano ma lo sono diventato anche io! No, non posso proprio disse il ragazzino.

Bene, disse Gesù, vai dai tuoi compagni e riferisci loro quello che è accaduto affinchè anche loro abbiano voglia di sperimentare che io sono un tipo strano. Bene disse il ragazzino e se ne andò.

Il giorno dopo una squadra di ragazzini si presentò davanti a Gesù e dissero: eccoci siamo in tanti e tutti vogliamo capire se sei un tipo strano o no.

Benvenuti disse Gesù, facciamo un cerchio, sediamoci tutti in cerchio così ci guardiamo in faccia tutti quanti. Si sedettero tutti in cerchio come chiesto da Gesù, egli però rimase in piedi, aspettando che tutti prendessero posto. Quando avvenne, quando tutti erano giù per terra egli disse: bene ragazzi, siete tutti seduti a terra, in cerchio, per vedere me, per vedere quanto sono strano.

Ok, vi mostrerò una cosa, una cosa che viene dall’alto così la vedete bene. Si mise al centro del cerchio e guardò all’insù, alzò le mani al cielo e all’istante una miriade di uccellini si radunò intorno alle sue braccia, piccoli e graziosi uccellini in un posto dove non ci sono mai stati in realtà.

I ragazzini rimasero tutti a bocca aperta, senza parole, sbigottiti da quello che stavano vedendo. Poi gli uccellini si tolsero dalle braccia di Gesù e si sparsero sulle spalle di tutti I partecipanti del cerchio.

Questi ragazzini erano estasiati nel vedere quei begli uccellini così da vicino, sulle loro spalle che cantavano e stavano bene, in sintonia.

Uno di loro allora si mise a parlare. Gesù, disse, ma come è possibile una cosa così? È impossibile vedere qui questi uccellini piccoli e così belli. Gesù alzò le mani al cielo e disse:  che ne so?! Io alzo le mani e le cose succedono, non è una mia volontà e voi tutti lo avete visto con I vostri occhi.

Vero, abbiamo visto tutti ma non possiamo spiegare questo fatto come una cosa normale, è bellissima, ma strana….quindi dovremmo dire che sei un tipo strano, capisci? Certo che capisco egli disse ma aggiungo una cosa al tuo discorso. Sono un tipo strano è vero amico mio, non sono uno strano che fa stranezze ma uno strano a cui succedono stranezze, è diverso, capite?

Si, è vero quello che dici, tu in realtà non fai niente di strano. È quello che succede che è strano. Esatto, e c’è una bella differenza tra essere strano e far vedere delle cose strane. Senza ombra di dubbio risposero tutti quasi all’unisono.

Ebbene la motivazione è un’altra cari ragazzi. Io non sono strano, sono un ragazzo come voi, di carne, ossa e sangue come voi ma in me è nato un seme diverso, è sveglio, è attivo e predomina in me, è in collegamento con il Tutto.

 

 

 

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